Nomi numerabili e nomi massa

Nomi numerabili e nomi massa

Nomi numerabili e nomi massa

 

Nomi numerabili e nomi massa

I nomi possono essere classificati in nomi numerabili e nomi massa o nomi non numerabili.

I nomi numerabili appartengono alla categoria dei nomi comuni, indicano entità delimitabili, che si possono contare, composte da una sola persona, un solo animale, un solo elemento della natura o una sola cosa appartenenti a una stessa specie. Hanno sia la forma al singolare che la forma al plurale e possono essere accompagnati da un numero:

uno studente (persona)
due gatti (animale)
cinque alberi (natura)
venti libri (cosa)

I nomi massa o nomi non numerabili, al contrario, sono un particolare gruppo di nomi comuni che indicano sostanze (anche astratte) che non possono essere contate, che sono senza forma, non delimitabili o indicano materiali considerati genericamente:

acqua, olio, sangue (fluidi)
sale, zucchero, grano (prodotti alimentari
brodo, grano, carne (materiali amorfi)
legno, ferro, vetro (materiali generici)
colla, dentifricio (paste)
il verde, l’arancione, l’azzurro (nomi di colori)

Possiamo identificare chiaramente i nomi massa dato che indicano sostanze o materiali anziché persone e non hanno la flessione plurale del numero, dato che pur essendo di numero singolare, indicano una pluralità di persone, di animali o di cose della stessa specie.

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Il genere dei nomi

Il genere dei nomi

Il genere dei nomi

 

Il genere dei nomi

L`italiano possiede solamente due generi, il maschile e il femminile; non ha invece il genere neutro. È indispensabile conoscere quali sono le regole grammaticali che stabiliscono quando un nome è di genere maschile o di genere femminile, per evitare di fare errori di concordanza quando si utilizzano con gli articoli, gli aggettivi o i participi passati.

Il genere dei nomi può essere maschile o femminile; per quanto riguarda le persone e gli animali, dove il genere coincide quasi sempre con il sesso:

il ragazzo –  la ragazza
il gallo – la gallina

Tuttavia, non sempre esiste una corrispondenza e ci sono alcuni casi in cui il “genere grammaticale” non corrisponde al “genere naturale”:

la sentinella (uomo)
la guardia (uomo)
il soprano (donna)
il contralto (donna)

Con i nomi di cose che indicano oggetti, azioni o concetti astratti, il genere dei nomi è puramente grammaticale e non ha alcun legame con le loro caratteristiche fisiche. L’uso dato a questi nomi nel corso degli anni ha stabilito il genere, per cui in caso di dubbio è necessario ricorrere all’uso del dizionario.

tavolo (maschile)
sedia (femminile)
pugilato (maschile)
corsa (femminile)
odio (maschile)
felicità (femminile)

La distinzione di maschile o femminile in questi casi, rappresenta una mera convenzione e ha un valore esclusivamente grammaticale.

Oltre all’esperienza, ci sono due elementi che ci possono aiutare a definire il genere dei nomi: la terminazione e il significato. Però, in caso di dubbio, è raccomandabile ricorrere all’uso del dizionario.

 

Il genere dei nomi secondo il significato

In base al loro significato, generalmente sono di genere maschile:

  • gli alberi: l’abete, l’arancio, il melo, il pino, il ciliegio, l’ulivo; ma ve ne sono anche di femminili: la palma, la quercia, la vite;
  • i nomi dei metalli e degli elementi chimici: l’argento, il ferro, il bronzo, il rame, l’ossigeno, il potassio, l’uranio;
  • i nomi dei mesi e dei giorni della settimana (tranne la domenica): giugno, novembre, aprile, il martedì, il giovedì, il sabato;
  • i nomi dei mari, laghi, fiumi, monti: il Monviso, il Vesuvio, l’Everest, gli Appennini; lo Ionio, il Tirreno; il Po, l’Arno, il Tamigi, il Danubio; il Garda, il Trasimeno. Ma parecchi nomi di monti sono femminili: le Alpi, le Dolomiti, le Ande; come pure molti nomi di fiumi: la Senna, la Maiella.
  • i nomi dei punti cardinali: il Nord (il Settentrione), il Sud (il Mezzogiorno, il Meridione). l’Est il levante, l’Oriente), l’Ovest (il Ponente, l’Occidente).

Sono invece di genere femminile:       

  • i nomi dei frutti: la ciliegia, l’arancia, la pera, l’albicocca, l’oliva, la banana. Ce ne sono comunque molti di genere maschile: il limone, il dattero, il fico, l’ananas;
  • i nomi delle materie scolastiche e delle nozioni astratte: la storia, la fisica, la biologia, la linguistica, la cattiveria, l’invidia, la fede, la pace;
  • i nomi dei continenti, degli Stati, delle regioni, delle città e delle isole: l’America, l’Asia; l’Italia, l’Inghilterra, la Grecia, l’Argentina; la Lombardia, la Calabria, la Campania, le Marche; la Milano moderna, la Torino industriale; la Sicilia, la Sardegna, la Groenlandia, le Antille. Ma numerosi sono anche i nomi maschili di Stati: il Belgio, il Perù, l’Egitto, gli Stati Uniti; di regioni: il Piemonte, il Lazio; di città: il Cairo; di isole: il Madagascar.

Il genere dei nomi secondo la terminazione.

  • I nomi con la desinenza in (o) di solito sono di genere maschile:

il tavolo
il pomodoro
l`albero
il cavallo
il ragazzo
il disprezzo

Però ci sono alcuni casi in cui sono di genere femminile:

la mano
la dinamo
la radio
la biro

  • I nomi con la desinenza in (a) di solito sono di genere femminile:

la casa
la sedia
l`edera

però ci sono alcuni nomi, generalmente che terminano in “ma” che sono di genere maschile:

il problema
il pigiama
il diploma
il vaglia

      ed alcuni di entrambi i generi:

il/la pianista
il/la giornalista
il/la tennista

  • I nomi con la desinenza in (e) possono essere o di genere maschile o di genere femminile:

il fiume (maschile)
l´amore (maschile)
la mente (femminile)
l`informazione (femminile)

  • I nomi con la desinenza in (i) sono di genere femminile tranne pochissime eccezioni come “il brindisi”:

la crisi
l`analisi
la tesi
l’analisi

  • I nomi con la desinenza in (-tà) e (-tù) sono di genere femminile:

la verità
la civiltà

la gioventù
la virtù

  • I nomi che terminano con una (consonante) sono normalmente di origine straniera e generalmente vengono considerati di genere maschile

lo sport
il gas
il film
il tram
il bar

ma ve ne sono alcuni anche di genere femminile:

la gang
la holding

Però in molti casi si tende anche a preferire il genere di quello che sarebbe il corrispondente italiano della parola presa in prestito:

una chat (una chiacchierata)
un’e-mail (una posta elettronica)

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I nomi invariabili

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I nomi invariabili

I nomi invariabli (o indeclinabili) sono quelli che hanno una sola forma valida per il singolare e il plurale:

  • I nomi monosillabi, cioè di una sola sillaba:

il re  –  i re
la gru  –  le gru

  • La maggioranza dei nomi femminili in (-o):

la dinamo  –  le dinamo
la radio  –  le radio

  • I nomi che terminano con una vocale tonica (accentata):

la città  –  le città 

l’università  –  le università 

  • I nomi che al singolare terminano con la vocale (i):

il brindisi  –  i brindisi 

l’ipotesi  –  le ipotesi 

  • I nomi che terminano in consonante, quasi tutti di origine straniera:

lo sport  –  gli sport 

l’autobus  –  gli autobus

  • I nomi che terminano in (-ie) tutti di genere femminile:

la specie  –  le specie 

la serie  –  le serie

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I nomi difettivi

I nomi difettivi

I nomi difettivi

 

I nomi difettivi

I nomi difettivi sono usati solo al singolare o solo al plurale poiché mancano di una delle due forme.

Nomi che vengono usati solo al singolare:

  • la maggior parte dei nomi astratti:

il coraggio
l’umiltà
la stanchezza

  • nomi di metalli, di elementi chimici, di materiali:

il ferro
il petrolio

  • alcuni nomi di malattia:

il tifo
la malaria

  • alcuni nomi di cibi o bevande:

il riso
il latte

  • alcuni nomi collettivi:

il fogliame
la roba

  • i nomi dei mesi dell’anno:

gennaio
febbraio

  • i nomi di alcune feste:

la Pentecoste
l’Epifania

  • i nomi che indicano cose uniche in natura:

l’equatore
l’est

  • alcuni nomi del corpo umano:

il sangue
la bile

Nomi che vengono usati solo al plurale:

  • i nomi di oggetti formati da due o più parti uguali:

gli occhiali
i pantaloni

  • i nomi collettivi, che indicano un insieme di cose dello stesso genere:

i viveri
i dintorni

  • i nomi che derivano dal latino e che mancavano in origine del singolare:

le ferie
le tenebre

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Nomi sovrabbondanti

Nomi sovrabbondanti

Nomi sovrabbondanti

 

Nomi sovrabbondanti

I nomi sovrabbondanti hanno due forme di plurale, una di genere maschile e una di genere femminile. I due plurali a volte possono avere lo stesso significato o significato differente.

Nomi che hanno il plurale con lo stesso significato:

il ginocchio (singolare)  –  i ginocchi / le ginocchia (plurale

il sopracciglio (singolare) –  i sopraccigli / le sopracciglie (plurale)

Nomi che hanno il plurale con significato differente:

il corno  –  i corni (strumento musicale) / le corna (degli animali

il filo  –  i fili (della luce) / le fila (di una congiura)

Nomi che hanno doppia forma sia al singolare sia al plurale:

l’orecchio/l’orecchia  –  gli orecchi/le orecchie 

il frutto/la frutta  –  i frutti/le frutte

 

NOMI CON DOPPIA FORMA AL SINGOLARE

Appartengono a questa categoria i nomi che hanno due forme al singolare e una sola forma al plurale:

forestiero/forestiere (singolare) – forestieri (plurale

scudiero/scudiere (singolare)  –  scudieri (plurale)

 

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