Congiuntivo presente

Congiuntivo presente

Congiuntivo presente

Il congiuntivo presente (che io venga) viene usato per esprimere un dubbio, un augurio, un’ipotesi o una concessione, considerati possibili nel momento in cui si parla o si scrive:

Il cielo ti assista!
Che sia arrabbiato con noi?

Alla 3a persona singolare o plurale, il congiuntivo presente è usato con valore di imperativo per esprimere esortazione, invito, ordine:

Si accomodi, signorina.
Entrino prima coloro che hanno già il biglietto.

Nelle proposizioni dipendenti si usa per esprimere la contemporaneità dell’azione in dipendenza di un presente o di un futuro:

Desidero che Elena resti qui.
Tutti penseranno che tu sia matto.

 

 

Modo congiuntivo e i suoi tempi


Modo congiuntivo e i suoi tempi

Modo congiuntivo e i suoi tempi

 

Il congiuntivo è il modo verbale del dubbio, dell’incertezza e del desiderio.

Se l’indicativo è il modo dell’obiettività e indica i fatti come sono nella realtà, il congiuntivo è il modo della soggettività e indica i fatti come li pensiamo, li sentiamo, li desideriamo o li speriamo:

ESEMPIO:

INDICATIVO: indica un fatto reale e certo o presentato come tale (piove, ha piovuto, sono sicuro che pioverà).

CONGIUNTIVO: esprime un fatto come solo possibile, desiderato, pensato, sperato o temuto (credo che piova, mi sembra che abbia piovuto, esci prima che piova).

Il congiuntivo si usa sia nelle proposizioni indipendenti sia nelle proposizioni dipendenti.

Nelle proposizioni indipendenti serve per esprimere:

  • un dubbio o una supposizione (saranno arrivati?)
  • un desiderio o un augurio (vorrei che fosse estate, spero che ti vada bene)
  • un’esortazione, un invito, un ordine (abbia pazienza, ­prenda un caffè)

Ma il congiuntivo è soprattutto il modo delle proposizioni dipendenti. Anzi, è chiamato congiuntivo proprio perché è il modo verbale che congiunge una proposizione dipendente alla sua reggente.

Cosi, il congiuntivo nelle proposizioni dipendenti è usato di norma:

  • in dipendenza di verbi che esprimono: dubbio, domanda, incertezza, desiderio, augurio, speranza o timore (credo che Carla sia arrabbiata, non so quanti anni abbia quell’uomo, mi sembra che la lezione sia già iniziata)
  • dopo espressioni impersonali come: bisogna che, è meglio che, è necessario che, può darsi che (bisogna che facciate i compiti, è meglio che rimanga a casa, può darsi che non vengano)
  • dopo congiunzioni o locuzioni subordinanti come: affinché, benché, purché, sebbene, prima che, a patto che (benché sia presto vado a dormire, vengo alla festa purché non ci sia Carlo)
  • con gli aggettivi e i pronomi indefiniti qualunque e chiunque (qualunque cosa succeda rimarrò qui, chiunque sia venuto a conoscenza del reato è un testimone)

Oggi, pero, nella lingua dell’uso, il congiuntivo sta sempre più perdendo terreno a vantaggio dell’indicativo. Sempre più spesso, specialmente ne linguaggio di registro familiare o colloquiale, si sente dire infatti: << Non so neppure chi è>> invece che <<Non so neppure chi sia>>.

Continua a imparare Modo congiuntivo e i suoi tempi facendo clic sui link qui sotto:

 

Presente

Passato

Imperfetto

Trapassato

 

Futuro semplice

Futuro semplice

 Futuro semplice

 
 
 



Il futuro semplice è un tempo verbale che si utilizza quando si parla di un fatto che deve ancora verificarsi o giungere a compimento:

Domani partiremo per il mare.
Farò gli esami la prossima settimana.

In alcuni contesti può assumere valori diversi dalla realtà e certezza espressi dal modo indicativo e può essere usato per:
  • esprimere approssimazione 
Ci saranno circa 35 persone.
Sarà mezzogiorno.
  • Esprimere un dubbio
Sarà arrabbiato?
Parleranno italiano?
  • Esprimere concessione
Sarai bravo a scuola, però devi studiare di più.
Avrete ragione, però non cambio idea.
  • Con valore dubitativo-esclamativo
Non penserai mica che ti ho ingannato?
Non metterai quel maglione vero?

A volte il futuro può essere usato per dare ordini o consigli:

Rimarrai a casa e studierai tutto il giorno.
La prossima volta farai più attenzione.
 
 

 

Futuro anteriore

Futuro anteriore

Futuro anteriore con avere

 

Futuro anteriore con essere

 

 
 
 
Il futuro anteriore è formato dal futuro semplice dell’ausiliare essere o avere più il participio passato del verbo:
saranno rimasti a casa
avrai mangiato troppo
si utilizza quando parliamo di fatti futuri e vogliamo indicare che un fatto avviene prima di un altro:
Domani dopo che avrò mangiato, andrò in palestra.
In questo caso il futuro anteriore (avrò mangiato) serve per indicare che questa azione avverrà prima di andare in palestra.
Per poter utilizzare il futuro anteriore in una frase con funzione temporale, dobbiamo utilizzare le espressioni:
QUANDO – APPENA – DOPO CHE
Domani dopo che avrò mangiato, andrò in palestra.
Appena sarò arrivato a casa, comincerò a studiare.
Quando il film sarà finito, mangeremo una pizza.
 
Oltre a un valore temporale, può avere anche un valore modale differente da quello espresso dall’indicativo e può essere utilizzato per:
  • esprimere un dubbio o incertezza:
Avrà già mangiato o non si sentirà bene?
Saranno arrivati in tempo?
 
  • fare una supposizione su fatti già avvenuti:
Avranno litigato, per questo non si parlano.
Avrà perso la loro squadra del cuore, per questo sono tristi.
 
In questi ultimi esempi si vede chiaramente che il futuro anteriore non indica anteriorità.
 
 
 

 

 

Trapassato remoto

Trapassato remoto

 Trapassato remoto avere

 

Trapassato remoto essere

 

 
 
 
 
Il trapassato remoto è formato dal passato remoto dall’ausiliare essere o avere più il participio passato del verbo:
Ebbero mangiato
Furono andati
Si utilizza per indicare un fatto che avviene prima di un altro fatto espresso con il passato remoto:
Lo spettacolo cominciò dopo che ebbero spento le luci
Il trapassato remoto deve esprime un evento immediatamente anteriore rispetto a quello espresso dal passato remoto e deve sempre essere introdotto da:
quando
quando ebbe finito di parlare tutti cominciarono ad applaudire
dopo che
dopo che il professore se ne fu andato tutti cominciarono a parlare
appena
appena fu eletto cominciò a governare
e non si può utilizzare nelle preposizioni principali ma solamente nelle preposizioni subordinate (frase secondaria)
Il trapassato remoto non si può utilizzare con il passato prossimo.
Quando i bambini ebbero finito di studiare, sono andati a giocare in giardino.
Non si può utilizzare neanche in una preposizione causale:
Lucia uscì di casa perché l’ebbero chiamata.
Bisogna acclarare che dal Novecento in poi il trapassato remoto non viene quasi più utilizzato e si trova solamente nella lingua letteraria di tono elevato.